Hip hop suonato ed una certa propensione lirica che va oltre argomenti abituali e la cadenza del rap: è la formula con cui Mole propone da Belluno il suo album di debutto. Sarà ancora hip hop? Il dubbio suona come un complimento (Paolo Ferrari, Rumore)
“Nero viaggiatore” si distanzia dal grosso delle uscite underground nazionali in quanto a riferimenti, rapporto tra campioni e parti suonate, età e ascolti del pubblico di elezione: nella sua collezione troneggiano in egual misura incisioni rap e jazz, con vibranti inserti di elettronica e naturali deviazioni reggae/funk. (Enrico Veronese, Blow Up)
“Nero Viaggiatore, questo il titolo del disco, promette di essere un piccolo caso ribelle a una discografia sempre più soggetta ad etichettare e separare i generi (Messaggero veneto)
Già che ci siete, segnatevi assolutamente un altro nome e un altro disco sul taccuino:”Nero viaggiatore” di Mole. Testi intelligenti (talvolta, paradossalmente – troppo – col rischio del politically correct), produzione del disco di lusso, hip hop suonato live con riferimenti al Miles Davis elettrico, ai Weather Report, alla afro beat, al funk alla Breakestra. C’è roba buona a casa nostra, anche quando Donadoni sbaglia le formazioni. (Mucchio Selvaggio)
Per un mc che oltre a saper fare bene il rap, e per fare bene il rap intendo buon flow, notevole uso della voce e testi convincenti, mettersi a suonare il basso e la tromba apre scenari totalmente nuovi, potenzialmente infiniti. (Moodmagazine)
“Nero viaggiatore” oltre a costituire un esordio che offre ampie aspettative, è il disco di un personaggio poliedrico, fantasioso e intelligente capace di competere e far bene in diversi ambiti musicali. “Nero viaggiatore” è più di un inno a tutta la musica, è un disco che vede l’Hip-Hop riacquisire la sua dignità musicale. (Rapmaniacz)