E’ un signor disco quello di Mole, un rapper bellunese accasatosi artisticamente in Friuli. Difficile inquadrarlo all’interno del movimento hip hop, come verrebbe spontaneo di primo acchito. Non ci sono convenzioni di genere e si esce tranquillamente dal seminato in un disco che àƒÂ¨ un pàƒÂ² una citazione della storia della black music, in un percorso molto originale. In “Nero viaggiatore” c’àƒÂ¨ di tutto, dal jazz al rap, passando per il funk, l’rnb, il reggae, lasciando spazio alla fantasia. Un album che cambia frequentemente le carte in tavola, quasi schizofrenico, ma bello da ascoltare, come si evince giàƒÂ dalla iniziale “Funky Rudeman/Hiroshima”. Diciamo che non c’àƒÂ¨ paura di mostrarsi per quello che si àƒÂ¨, senza farsi le classiche pippe da intellettualino di provincia. C’àƒÂ¨ un gusto molto anni settanta, quasi concettuale, con qualche vaga citazione per gruppi come Steely Dan ed il periodo jazz rock piàƒÂ¹ creativo. E’ inutile dirlo, ma aleggia anche la follia creativa di un certo Prince, per la voglia di sperimentare tutto in questo ambito. Mi piace “Amuru Jazz”, ma anche la quasi ironica “Good Morning mr. proper”, qui presente anche come bonus track. Si sente lo zampino della ReddArmy, con una miscela di suoni, ma ben calibrati rispetto alle altre uscite dell’etichetta. Mole dimostra che si puàƒÂ² fare musica elettronica con classe, in un periodo in cui il genere ha abusato di tutte le sue possibilitàƒÂ . Basta avere i numeri, scegliere i collaboratori giusti ma anche avere un pàƒÂ² di curiositàƒÂ nell’assemblaggio finale. Spero di non sbagliarmi dicendo che sentiremo presto questo bravo bellunese nei circuiti che contano. I numeri ci sono. Complimenti alla ReddArmy per la scelta azzeccata. (Mauro Missana)
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