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	<title>ReddArmy &#187; Dicono di noi</title>
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	<description>Associazione culturale, promozione eventi</description>
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		<title>Railster &#8211; Intervista su Locals Magazine</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 09:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>reddkaa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dicono di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Railster]]></category>

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		<description><![CDATA[Railster àƒÂ¨ un giovane artista friulano di casa alla Reddarmy, etichetta che ci sta abituando bene in fatto di alta qualitàƒÂ  delle uscite e ricercatezza del sound. Capofila italiano di un hip hop strumentale ed astratto denominato allà¢â‚¬â„¢estero wonky beats, il nostro ha allà¢â‚¬â„¢attivo un album, Patchwork Anthems, ed un podcast per il newyorchese Grunge Cake Crisis Magazine che lo ha eletto artista del mese. Lo abbiamo raggiunto via Skype per una chiacchierata. Ok Andrea, innanzitutto ti chiedo di presentarti: &#8230; <a href="http://www.reddarmy.com/railster-intervista-su-locals-magazine/" >&#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Railster àƒÂ¨ un giovane artista friulano di casa alla Reddarmy, etichetta che ci sta abituando bene in fatto di alta qualitàƒÂ  delle uscite e ricercatezza del sound. Capofila italiano di un hip hop strumentale ed astratto denominato allà¢â‚¬â„¢estero wonky beats, il nostro ha allà¢â‚¬â„¢attivo un album, Patchwork Anthems, ed un podcast per il newyorchese Grunge Cake Crisis Magazine che lo ha eletto artista del mese. Lo abbiamo raggiunto via Skype per una chiacchierata.</p>
<p>Ok Andrea, innanzitutto ti chiedo di presentarti: nome e cognome, dove vivi, quanti anni hai.</p>
<p>Mi chiamo Andrea Uliana, in arte Railster, abito a Passons, un piccolo paesino a pochi chilometri da Udine e ho ventisei anni.</p>
<p>Primo approccio con la musica? Primi ascolti che credi ti abbiano spinto verso il fare musica?</p>
<p>Ho una sorella di dieci anni piàƒÂ¹ grande di me, quando ero piccolo dormivamo nella stessa stanza, questo ha fatto sàƒÂ¬ che iniziassi ad ascoltare molta musica giàƒÂ  quand&#8217;ero piccolo: era il periodo Guns à¢â‚¬Ëœnà¢â‚¬â„¢ Roses, Anthrax e Iron Maiden, quindi anche se puàƒÂ² sembrare stupido credo che questo mi abbia influenzato molto nell&#8217;amare la musica!</p>
<p>Parti da ascolti molto distanti dal tuo suono attuale, volendo mettere dei palettià¢â‚¬Â¦</p>
<p>In realtàƒÂ  direi che quei gruppi rock non mi hanno influenzato come musicista, rappresentano piàƒÂ¹ i miei primi ricordi legati alla musica (dimenticavo i Nirvana, ahah!). Molto dopo ho iniziato ad appassionarmi all&#8217;hip hop e con questo ho voluto imparare a farlo.</p>
<p>Mi ricordo che facevo le cassettine da mettere sull&#8217;autobus che mi portava alle medie. Registravo tutto dalla radio e poi facevo queste compilation che qualche volta riuscivo anche a vendere!</p>
<p>Cosa mettevi in quelle cassette? Cosa attirava i tuoi primi ascoltatori?</p>
<p>Mah, sicuramente avevo pochi rivali sul mercatoà¢â‚¬Â¦ Mettevo dance tipo i 20fingers! Te li ricordi?</p>
<p>20fingers, certo, Short Zick Man!</p>
<p>à¢â‚¬Â¦oppure mettevo una bomba che riseleziono ancora adesso: Cantaloop degli US 3, bellissima, c&#8217;ho messo molto per ritrovarla, ma àƒÂ¨ famosissima, nei primi 90 mi ci ero innamorato!</p>
<p>Invece come sei entrato in contatto con l&#8217;hip hop? C&#8217;era una scena locale alla quale facevi riferimento? Oppure hai fatto da solo?</p>
<p>Come ti dicevo ho sempre ascoltato molta musica, quando ero piàƒÂ¹ ragazzino ascoltavo punk, metal, crossover, i vinili di mio padre, mi ha sempre incuriosito tutta la musica. C&#8217;erano alcuni miei amici che suonavano in gruppi metal, e io ascoltavo i Deftones, o cose del genere. Alle superiori, invece, un mio amico mi aveva fatto conoscere il rap, ho incominciato ad avvicinarmi all&#8217;hip hop, ho messo su un gruppo con i miei amici dell&#8217;epoca, e mi sono preso il ruolo di &#8220;quello che fa le basi&#8221;. Era molto divertente!</p>
<p>Un inizio da produttore insomma!</p>
<p>Si, ho sempre fatto piàƒÂ¹ il produttore che altro, mi ha sempre affascinato l&#8217;idea di poter manipolare i suoni. Poi la tecnologia mi àƒÂ¨ venuta incontro, mi han dato un floppy con dentro una sorta di Fast Tracker e da li sono uscite le mie prime sperimentazioni. Con quel gruppo, poi, abbiamo suonato per un pàƒÂ² insieme, fatto un paio di demo, e poi ognuno ha intrapreso la propria strada.</p>
<p>Invece a proposito di software e strumentazione, quanto credi che sia importante il set up in fase di produzione? Credi che influenzi il tuo suono? Credi che sia piàƒÂ¹ importante ciàƒÂ² che si usa o come lo si usa?</p>
<p>Mah; io credo che prima di tutto sia importante ascoltare molta musica, poi viene il resto. Non lo dico per schivare la tua domanda ma credo la tecnica sia molto soggettiva e basata sul gusto e l&#8217;esperienza personale. Io spesso mi informo su programmi o &#8220;cose&#8221; che utilizzano altri, ma credo che alla fine conti molto l&#8217;idea. Personalmente ho sempre usato prevalentemente un pc per fare musica, con i campionatori mi ci son sempre trovato maleà¢â‚¬Â¦ Ma àƒÂ¨ molto relativo, ci son produttori tipo Rustie che han fatto bombe con Fruity Loops, quindi&#8230;</p>
<p>Ripeto, secondo me àƒÂ¨ importante ascoltare molta musica, specie per i produttori dall&#8217;house all&#8217;hip hop alla techno: àƒÂ¨ importante sapere cosa stai facendo e perchàƒÂ©, per quel che riguarda il &#8220;come&#8221; ci sono diverse possibilitàƒÂ  per raggiungere il tuo obiettivo.</p>
<p>Hai nominato Rustie, un produttore giovane che sta facendo parlare di sàƒÂ©, si inserisce in una corrente che parte dall&#8217;hip hop e dal dubstep per à¢â‚¬Å“rivalutareà¢â‚¬Â là¢â‚¬â„¢hip hop nella sua versione à¢â‚¬Å“strumentaleà¢â‚¬Â, credi di riconoscerti in questo filone?</p>
<p>Come potrei dirti di no! Faccio basi hip hop sperimentali da sempre, ma adesso sto vedendo che (almeno all&#8217;estero) si sta aprendo tutto questo mondo legato all&#8217;elettronica con quell&#8217;attitudine hip hop e una contaminazione davvero vasta. In questo genere puoi trovarti un Nosaj Thing che cita Bach, oppure Flying Lotus che ha sfumature piàƒÂ¹ ambient, oppure ci son produttori piàƒÂ¹ dub, electro, àƒÂ¨ proprio un nuovo genere! Personalmente credo di non aver mai ascoltato una musica cosàƒÂ¬ libera da schemi, àƒÂ¨ come agli inizi quando Bambaataa aveva campionato i Kraftwerk per creare l&#8217;hip hop: adesso l&#8217;hip hop sta sviluppandosi verso territori totalmente inesplorati.</p>
<p>Si potrebbe parlare finalmente di uno scavalcamento tra i generi e i pubblici, non àƒÂ¨ raro ormai che un amante dellà¢â‚¬â„¢hip hop si appassioni a generi prima considerati distanti, e viceversaà¢â‚¬Â¦</p>
<p>L&#8217;interessante in sàƒÂ© della musica elettronica in generale àƒÂ¨ che permette di buttare dentro un poà¢â‚¬â„¢ di tutto: nell&#8217;hip hop c&#8217;àƒÂ¨ sempre stato l&#8217;accompagnamento del rap, peràƒÂ² in questo periodo all&#8217;estero sta prendendo piede anche l&#8217;ascolto di strumentali, come succede per l&#8217;house piuttosto che per la techno. Credo insomma che, come per la house, esista un approccio molto &#8220;strumentale&#8221; per l&#8217;hip hop di questo tipo, il che gli permette di essere anche molto piàƒÂ¹ intenso, con una ricerca sul suono maggiore rispetto alla classica base à¢â‚¬Å“fatta perchàƒÂ¨ ci canti sopra un rapperà¢â‚¬Â. Per non parlare poi dei collegamenti che ci sono con la nuova elettronica (vedi i Bloody Beetroots); come si diceva anche nell&#8217;hip hop c&#8217;era molta elettronica a livello di suoni, poi, per molti anni, specie nell&#8217;hip hop italiano, si àƒÂ¨ tutto fermato sul classico campione di violini, e il pezzo funky. Ancora adesso questo approccio àƒÂ¨ presente ma secondo me si cerca una maggiore aggressivitàƒÂ  rispetto a prima, e questo permette di avere un approccio piàƒÂ¹ à¢â‚¬Å“da dancefloorà¢â‚¬Â.</p>
<p>In effetti cà¢â‚¬â„¢àƒÂ¨ stato un periodo nella storia dell&#8217;elettronica in cui si àƒÂ¨ puntato al lato strumentale dell&#8217;hip hop, e poi àƒÂ¨ ritornata la voce, ma con forme diverse, piàƒÂ¹ vicine ad una visione &#8220;pop&#8221;: penso al trip hop dal quale sono venuti fuori gruppi come Massive Attack e Portishead. Ora sembra che stia succedendo una cosa simile: un produttore come Hudson Mohawke ha fatto un ep strumentale ma nel suo nuovo album ci saranno ospiti vocali&#8230;</p>
<p>Una canzone per arrivare alla gente spesso deve avere la voce: anche nel il mio disco, Patchwork Anthems, abbiamo messo molte vocià¢â‚¬Â¦ Inizialmente avrei voluto fare un disco strumentale, ma abbiamo pensato che con le voci sarebbe stato piàƒÂ¹ completo. Alla fine àƒÂ¨ vero, l&#8217;ascoltatore si ricorda il ritornello, se lo canticchia. Se la musica invece àƒÂ¨ strumentale, comunica in maniera diversa, forse àƒÂ¨ meno espressiva.</p>
<p>Nel tuo disco si sente una produzione decisamente diversa da ciàƒÂ² a cui siamo abituati in Italia. Siete in pochi a puntare a questo nuovo suonoà¢â‚¬Â¦</p>
<p>Dipende dagli ascolti, dai gusti, ed in questo à¢â‚¬&#8221; per tornare al discorso di prima à¢â‚¬&#8221;  le macchine contano poco, son piàƒÂ¹ le idee e le ispirazioni. Nel mio disco c&#8217;erano diverse influenze, l&#8217;atmosfera era verso il trip-hop, forse minimale. In Italia c&#8217;àƒÂ¨ molta musica, ma forse tra i produttori hip hop si dovrebbe sviluppare maggiormente una &#8220;sensibilitàƒÂ &#8221; verso l&#8217;estero e verso quello che adesso àƒÂ¨ interessante.</p>
<p>Si parla spesso del &#8220;fattore nazione&#8221;, della fatica che un produttore italiano deve fare per presentarsi all&#8217;estero con credibilitàƒÂ  ed essere ascoltato. Tu hai appena ricevuto una bellissima attenzione da una webzine di New York, Grunge Cake Crisis Magazine, cosa pensi al riguardo? C&#8217;àƒÂ¨ un aiuto da parte di internet oppure esso àƒÂ¨ relativo? Contano le idee o il modo in cui le si presenta?</p>
<p>Vedo che in Italia c&#8217;àƒÂ¨ molta qualitàƒÂ , manca forse l&#8217;interesse dei mass media su queste realtàƒÂ  indie. In questo contesto mi sembra che un poà¢â‚¬â„¢ tutti siano sulla stessa barca.</p>
<p>PeràƒÂ² tu ti sei avvalso per il tuo disco di voci inglesi, e il fatto che molte tue produzioni siano strumentali potrebbe aiutare la diffusione tramite altri canali, in particolare penso ai blog che hanno aiutato molti artisti italiani ad essere conosciuti &#8211; soprattutto in ambito dance à¢â‚¬&#8221;.</p>
<p>Eh si, hai perfettamente ragione. Il discorso àƒÂ¨ che il blog àƒÂ¨ un ambiente virtuale, e tale resta. Credo che essere pubblicati in qualche blog o in qualche contesto similare sia un ottimo feedback, vuol dire che si ha fatto un buon lavoro, o perlomeno interessante. La cosa piàƒÂ¹ triste àƒÂ¨ forse trovarsi davanti al disinteresse da parte della gente &#8220;comune&#8221;.</p>
<p>Quindi ritieni che in una dimensione che privilegia molto l&#8217;aspetto della promozione virtuale conti ancora molto il feedback umano che si riceve per ciàƒÂ² che si fa, giusto?</p>
<p>Assolutamente! In realtàƒÂ  àƒÂ¨ tutto piuttosto semplice: quando suoni un brano alla gente deve piacere, e quindi àƒÂ¨ logico che conta molto la comunicazione. Io peràƒÂ² sono molto felice e stupito quando ricevo un feedback positivo dal pubblico quando gli presento queste nuove sonoritàƒÂ  e sperimentazioni: inizialmente avevo paura di suonare certe cose nei dj set, perciàƒÂ² selezionavo piàƒÂ¹ funky o house o elettronica; invece ho visto che la gente coglie e rimane stupita. Questo àƒÂ¨ quello che veramente ti porta ad andare avanti, almeno a me in particolare. Come invece ricordavi, ho ricevuto attenzione allà¢â‚¬â„¢estero (una radio russa mi ha anche chiesto di preparare un podcast esclusivo per loro!): questo naturalmente àƒÂ¨ bello, splendido, peràƒÂ² sarebbe bello che l&#8217;Italia si svegliasseà¢â‚¬Â¦</p>
<p>Credi che sia un problema di gente o di strutture? Mi dici che la gente recepisce il brano particolare quando lo suoni ad un dj set, quindi si potrebbe pensare che sia un fatto di critica, ma ci sono anche riviste italiane che hanno parlato di te: dov&#8217;àƒÂ¨ l&#8217;inghippo?</p>
<p>Credo che la gente dovrebbe spegnere un poà¢â‚¬â„¢ la televisione, diminuire la dose quotidiana di test su Facebook e interessarsi a quei disgraziati che fanno musica e arte in genere! Non vorrei fare quello &#8220;contro i mass-media&#8221;, peràƒÂ² credo che la televisione intontisca la gente.</p>
<p>Per quel che riguarda le strutture io non me ne intendo, ma da quel che ho capito mi pare che in Italia sia sempre un casino organizzare eventi per questioni anche semplicemente finanziarieà¢â‚¬Â¦ Eà¢â‚¬â„¢ una questione complicata, bisognerebbe chiedere agli organizzatori di eventi; non chiedere quali siano le difficoltàƒÂ  che si trovano nel creare eventi, ma piuttosto come mai non mi chiamano! Ahahà¢â‚¬Â¦</p>
<p>Hai mai pensato ad una versione live delle tue produzioni? O al momento preferisci il dj set?</p>
<p>Si, diciamo che per adesso ho archiviato il disco vecchio: con il podcast che ho fatto per Grunge Cake Crisis Magazine ho voluto iniziare un percorso piàƒÂ¹ coraggioso, con delle basi meno trip-hop e piàƒÂ¹ robuste. Il live àƒÂ¨ una cosa che sto studiando, non ci sono molto distante, ma per adesso sto ancora accumulando e lavorando sul materiale.</p>
<p>Stai lavorando ad un nuovo disco? Cosa ci si deve aspettare da te per il prossimo futuro?</p>
<p>Si, sto lavorando per dei nuovi progetti ancora abbastanza top secret, eheh! Ho in preparazione un remix per un gruppo hip hop italiano molto giovane e bravo, poi ci saràƒÂ  una co-produzione per un album di un cantante soul genoveseà¢â‚¬Â¦ Ma la gente puàƒÂ² stare tranquilla, non dovràƒÂ  sborsare un euro, saranno tutti brani in free download, quindi àƒÂ¨ solo questione di tempo!</p>
<p>Prima di lasciarci, cà¢â‚¬â„¢àƒÂ¨ qualche produttore italiano o straniero che ti piace al momento? Qualche segnalazione per i lettori di Locals Magazine (e per il sottoscritto)?</p>
<p>SàƒÂ¬, ci terrei a segnalare alcuni produttori interessanti di questo genere che potremmo, per comoditàƒÂ , chiamare wonk beats, tutti italiani: Morpheground (Vicenza), Costa (Roma) e infine Aeed (Lugano)à¢â‚¬Â¦ Andateveli a sentire, cercateveli su google, perchàƒÂ© meritano!</p>
<p>Andrea, grazie mille per il tempo che ci hai dedicato, e in bocca al lupo!</p>
<p>Grazie a voi! Crepi!!!
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		<title>Mole &#8211; Sicksenses &#8211; Locals Magazine (2009)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 13:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>reddkaa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mole]]></category>

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		<description><![CDATA[Non abbiamo ancora finito di gustare là¢â‚¬â„¢incredibile varietàƒÂ  di suoni presenti nel suo debutto solista, Nero Viaggiatore, nàƒÂ© la freschezza e la comunicativitàƒÂ  reggae del nuovo album dei Macià¢â‚¬â„¢s Mobile, dove ricopre il ruolo di cantante, ed ecco che Mole, giàƒÂ  MC con Atlantide 4et, si ripresenta alle nostre orecchie con un nuovo lavoro. Sicksenses àƒÂ¨ un EP di sei tracce ispirate ai sensi umani dove il nostro si presenta in qualitàƒÂ  di one man band, e con che risultati. &#8230; <a href="http://www.reddarmy.com/mole-sicksenses-locals-magazine-2009/" >&#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non abbiamo ancora finito di gustare là¢â‚¬â„¢incredibile varietàƒÂ  di suoni presenti nel suo debutto solista, Nero Viaggiatore, nàƒÂ© la freschezza e la comunicativitàƒÂ  reggae del nuovo album dei Macià¢â‚¬â„¢s Mobile, dove ricopre il ruolo di cantante, ed ecco che Mole, giàƒÂ  MC con Atlantide 4et, si ripresenta alle nostre orecchie con un nuovo lavoro. Sicksenses àƒÂ¨ un EP di sei tracce ispirate ai sensi umani dove il nostro si presenta in qualitàƒÂ  di one man band, e con che risultati. Era cosa nota à¢â‚¬&#8221; e  acclarata proprio in Nero Viaggiatore &#8211; il variegato e nobilissimo background di ascolti di Andrea Riva &#8211; cosàƒÂ¬ allà¢â‚¬â„¢anagrafe bellunese &#8211; ma certo non ci saremmo aspettati che riuscisse, in cosàƒÂ¬ poche tracce, a condensarlo con tale capacitàƒÂ  di sintesi ed efficacia di mezzi. Si parte dallà¢â‚¬â„¢olfatto con Nostalgicodore, là¢â‚¬â„¢unico episodio vagamente rap di questo lavoro, con bel ritornello e accompagnamento di voce femminile, cambi improvvisi di atmosfera e svolta reggae a metàƒÂ  del brano. Segue là¢â‚¬â„¢udito con Words of the time, la voce si rarefàƒÂ  e dialoga con gli strumenti in un ambiente dub, la struttura si dilata e sembra seguire un suo flusso, una sua logica affatto scontata. Attraverso la vista, icasticamente raccontata in RàƒÂ©clame, godibilissimo episodio fusion con accenni bossa nova screziato da sample di pubblicitàƒÂ  e telecronache di una partita di futebol, passiamo al gusto di Dubtasting, atmosfere un poà¢â‚¬â„¢ Kruder&amp;Dorfmeister e pulsante incedere sotterraneo, e quindi al tatto di Dubtouching, emozionante episodio shadowiano costruito intorno ad un crescendo di strumenti e linee melodiche. Concludendo là¢â‚¬â„¢ascolto troviamo il sesto senso à¢â‚¬&#8221; il cuore? à¢â‚¬&#8221; di Play like a child che conferma i molteplici riferimenti musicali di Mole nella giustapposizione tra momenti broken beat con stab di piano, stacchi jazzati e frammenti hip hop che guardano forse allà¢â‚¬â„¢Hancock del periodo Headhunters.</p>
<p>Naturalmente al mondo tutto ha un prezzo, compreso questo piccolo gioiellino musicale cesellato da un ragazzo appassionato di buona musica nel suo studio privato: GRATIS, direttamente dal sito dellà¢â‚¬â„¢etichetta friulana Reddarmy, da lunedàƒÂ¬. à‚Â«RàƒÂ©clame, ipnosi sempre attuale la ràƒÂ©clameà¢â‚¬Â¦à‚Â»
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		<title>Mole &#8211; Sicksenses &#8211; Italian Embassy (2009)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 13:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>reddkaa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mole]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre continuano a chiederci e a spuntare le classifiche del decennio (argh), giàƒÂ  ci si chiede come -e SE- suoneràƒÂ  la musica del secolo presente. Probabilmente il crossing delle etnie porteràƒÂ  inedite sfumature, giàƒÂ  M.I.A. e seguaci levano i propri vessilli, ma un tentativo retrofuturista, cioàƒÂ¨ di previsione, lo operàƒÂ² a cavallo del Duemila il panorama black che si orientava alla valorizzazione di radici jazz e cinematografiche dentro là¢â‚¬â„¢elettronica. A dimostrare come niente invecchia se trattato bene, arriva à¢â‚¬Å“Sicksensesà¢â‚¬Â di &#8230; <a href="http://www.reddarmy.com/mole-sicksenses-italian-embassy-2009/" >&#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre continuano a chiederci e a spuntare le classifiche del decennio (argh), giàƒÂ  ci si chiede come -e SE- suoneràƒÂ  la musica del secolo presente. Probabilmente il crossing delle etnie porteràƒÂ  inedite sfumature, giàƒÂ  M.I.A. e seguaci levano i propri vessilli, ma un tentativo retrofuturista, cioàƒÂ¨ di previsione, lo operàƒÂ² a cavallo del Duemila il panorama black che si orientava alla valorizzazione di radici jazz e cinematografiche dentro là¢â‚¬â„¢elettronica. A dimostrare come niente invecchia se trattato bene, arriva à¢â‚¬Å“Sicksensesà¢â‚¬Â di Mole, EP liberamente scaricabile da oggi nel sito dellà¢â‚¬â„¢attenta etichetta udinese ReddArmy.</p>
<p>Il rapper di Belluno, protagonista nella scorsa temporada di un album pregno di significati (à¢â‚¬Å“Nero viaggiatoreà¢â‚¬Â) e di diversitàƒÂ  in stile personale frutto di una ricca e disparata collezione di dischi, edita sei tracce tutte di ispirazione diversa fra loro, in corrispondenza dei 5+1 sensi, con facile calembour (sick senses &gt; sixenses) ad abbracciare altrettante possibilitàƒÂ  di evoluzione, dopo aver prestato voce e testi al progetto reggae Macià¢â‚¬â„¢s Mobile e pianificato la ventura release con la fida e incendiaria band Moonwalktet quando il 2010 saràƒÂ  una faccenda consolidata.<br />
Apre Nostalgicodore, un brano definibile come 100% Mole, in cui la melodia della voce femminile riempie gli spazi lasciati dal flow di Andrea Riva in un contesto urbano di liquido rà¢â‚¬â„¢nà¢â‚¬â„¢b. Poi Words of the time, che gira e brilla come un crazy diamond (non vuol dire à¢â‚¬Å“diamante grezzoà¢â‚¬Â, o Ventura) nel pulviscolo delle 4 del mattino, ambient creolo per rullante e charleston con liriche minimali in inglese sommerso. Reclame inizia St.Germain in a hammond grooviglio, la voce rilascia eco, rime radiofile da successo scritto e tanti cambi di passo intelligenti, con assolo dà¢â‚¬â„¢ottone da spriz hour 2002: il tropicalismo àƒÂ¨ una soluzione praticabile per là¢â‚¬â„¢Atlantide 4et, rincorre la velocitàƒÂ  con ritmo naturale prima dei sample da Le aziende informano (cfr. Fare $oldi). Spazio al dub nellà¢â‚¬â„¢intestazione e nei fatti: prima Dubtasting va in chillout à¢â‚¬&#8221;quanto tempo che non scrivevo questa parolaà¢â‚¬Â¦- allà¢â‚¬â„¢erta downtempo, base apparente per futuri skit con la spezia analogica dellà¢â‚¬â„¢organo, poi la piàƒÂ¹ aggressiva Dubtouching rivela ancora una volta grande apertura mentale in musica con spiragli Thievery Corporation e Jazzanova. Chiude la psicotropa Play like a child, anche questa molto bella e abbondante di stimoli: latin jazz, breakbeat midà¢â‚¬â„¢90s, le produzioni brasiliane a Londra (Da Lata), frequenze basse che si avviluppano, fusion in levare, rumori arcadeà¢â‚¬Â¦ Mole gioca come un bambino con gli elementi costitutivi del suo sound, che scopriamo essere piàƒÂ¹ ampio dei giàƒÂ  mirabili esempi conosciuti finora. E come un bambino, pare innocente ma ti frega: alle viste anche una prestigiosa collaborazione con alcuni signori nazionali della pista e del remixà¢â‚¬Â¦ Dati cause e pretesto, nel chiederci dove ci porteràƒÂ  per mano la prossima volta sale là¢â‚¬â„¢attesa vibrante per quanto là¢â‚¬â„¢uomo faràƒÂ  di qui a pochi mesi.
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		<title>Mole &#8211; Rapmaniacz (agosto 2009)</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 00:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>reddkaa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mole]]></category>

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		<description><![CDATA[Amore per la musica. Infinito amore per la musica àƒÂ¨ ciàƒÂ² che trasuda ogni nota di &#8220;Nero viaggiatore&#8221;, primo disco solista del rapper, produttore, dj e bassista bellunese Andrea Riva, in arte Mole. E d&#8217;altronde non puàƒÂ² essere che un innamorato cronico della musica, sia essa Funk, Soul, Reggae o Elettronica, un personaggio che si ciondola instancabile tra il Rap degli Atlantide 4et, il Jazz dei Mole Moon Walktet e il Reggae dei Maci&#8217;s Mobile. C&#8217;àƒÂ¨ la voglia di riportare &#8230; <a href="http://www.reddarmy.com/mole-rapmaniacz-agosto-2009/" >&#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amore per la musica. Infinito amore per la musica àƒÂ¨ ciàƒÂ² che trasuda ogni nota di &#8220;Nero viaggiatore&#8221;, primo disco solista del rapper, produttore, dj e bassista bellunese Andrea Riva, in arte Mole. E d&#8217;altronde non puàƒÂ² essere che un innamorato cronico della musica, sia essa Funk, Soul, Reggae o Elettronica, un personaggio che si ciondola instancabile tra il Rap degli Atlantide 4et, il Jazz dei Mole Moon Walktet e il Reggae dei Maci&#8217;s Mobile. C&#8217;àƒÂ¨ la voglia di riportare l&#8217;Hip-Hop alla sua essenza in &#8220;Nero viaggiatore&#8221;, quella di unà‚Â <em>genere dei generi</em> che ha bisogno di nutrirsi di qualsiasi tipo di musica per poter rimanere in vita. C&#8217;àƒÂ¨ anche la voglia di prendere le distanze da un panorama, quello dell&#8217;Hip-Hop italiano, che spesso pecca di autoreferenzialitàƒÂ  e allo stesso tempo piange lo snobismo e i pregiudizi nei suoi confronti. Infischiandosene del fatto che troppo spesso la qualitàƒÂ  non paga, preferendo essereà‚Â <em>artista piàƒÂ¹ che venditore al dettaglio</em> e che àƒÂ¨à‚Â <em>meglio non fare un bel niente che sprecare il proprio talento in canzoni orrende</em>, Mole si presenta al pubblico con un disco maturo, completo e soprattutto musicale, che ammicca anche ai profani totali del Rap. Elemento di punta della ReddArmy di Fulvio &#8220;ReddKaa&#8221; Romanin, positiva realtàƒÂ  nel panorama musicale indipendente italiano, Mole sintetizza le sue variegate esperienze musicali in pezzi notevoli come la cantilenante &#8220;Amuru Jazz&#8221; e &#8220;Good morning Mr. Proper&#8221;, suggestivo Jazz-Funk da film blaxploitation prima e divagazione Fusion dopo, che propongono sapienti arrangiamenti di fiati e synth, cose alquanto inusuali in questi tempi di Triton e librerie di TR-808.à‚Â E&#8217; evidente che Mole e colleghi siano coscienti dei loro mezzi e delle loro potenzialitàƒÂ  e non ambiscano a tutti i costi alla tribuna d&#8217;onore nello scenario Hip-Hop italico, stretto anche per tracce piàƒÂ¹ canoniche come il singolo &#8220;Funky rude man&#8221; (corredato da un bel video di Emanuele Kabu), magistrale Acid-Funk con tanto di ritornello canticchiabile e assolo di sax finale, le instabili &#8220;Una canzone per te&#8221; (quello che sembra un r&#8217;n'b alla Al Castellana si trasforma in rude Hardcore-Funk) e &#8220;Bon voyage&#8221;, la malinconica &#8220;Cosa ci salva?!&#8221;. Scrittore di testi intelligenti e ricercati, dotato di un flow camaleontico e preciso (basta sentirlo snodarsi nella Samba spettrale di &#8220;Ipnotico&#8221;), di una sviluppata percezione del groove e di una particolare voce con lieve cadenza raggamuffin, Mole si dimostra anche un mc con tutte le credenziali oltre che un ottimo produttore e un valido arrangiatore. &#8220;Nero viaggiatore&#8221; oltre a costituire un esordio che offre ampie aspettative, àƒÂ¨ il disco di un personaggio poliedrico, fantasioso e intelligente capace di competere e far bene in diversi ambiti musicali. &#8220;Nero viaggiatore&#8221; àƒÂ¨ piàƒÂ¹ di un inno a tutta la musica, àƒÂ¨ un disco che vede l&#8217;Hip-Hop riacquisire la sua dignitàƒÂ  musicale.
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		<title>Maci&#039;s Mobile, recensione su Groove</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 21:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>reddkaa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E restiamo sorpresi quando, sfogliando l&#8217;ultimo numero di Groove troviamo la recensione dei Maci&#8217;s. &#8220;Ottimo nuovo disco &#8211; il primo con Mole in formazione &#8211; per i bellunesi Maci&#8217;s Mobile: roots reggae fedele alla tradizione 70&#8242;s. Una piccola armata devota alla musica reggae: i Maci&#8217;s Mobile contano ben dieci elementi ma suonano davvero compatti e convincenti. A volte la differenza, in certi dischi reggae, la fa la &#8220;pasta&#8221; del suono che un gruppo riesce a generare: beh, &#8220;l&#8217;antidoto&#8221; suona proprio &#8230; <a href="http://www.reddarmy.com/macis-mobile-recensione-su-groove/" >&#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E restiamo sorpresi quando, sfogliando l&#8217;ultimo numero di Groove troviamo la recensione dei Maci&#8217;s.</p>
<p>&#8220;Ottimo nuovo disco &#8211; il primo con Mole in formazione &#8211; per i bellunesi Maci&#8217;s Mobile: roots reggae fedele alla tradizione 70&#8242;s. Una piccola armata devota alla musica reggae: i Maci&#8217;s Mobile contano ben dieci elementi ma suonano davvero compatti e convincenti. A volte la differenza, in certi dischi reggae, la fa la &#8220;pasta&#8221; del suono che un gruppo riesce a generare: beh, &#8220;l&#8217;antidoto&#8221; suona proprio caldo, pastoso e intenso come si conviene ad un buon disco roots. L&#8217;insiemeà‚Â àƒÂ¨ veramente ricco ma armonico e organico &#8211; sicuramente il mixaggio di Paolo Baldini ed il mastering londinese fanno la loro parte. Batteria, basso e percussioni costruiscono la base su cui ricamano le due chitarre, le tastiere ed i fiati: gli arrangiamenti sono davvero ottimi. Mole alla voce àƒÂ¨ convincente ed efficace con la sua impostazione piuttosto ragga; i suoi testi &#8211; mai banali o superficiali &#8211; sono una bella sorpresa anche su questo disco. Gruppo da non perdere live!&#8221;
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		<title>Carnicats &#8211; Groove</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 08:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>reddkaa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;esordio ufficiale di questi ragazzi friulani sprizza potenzialitàƒÂ  da tutti i pori: rischiano di diventare una delle migliori realtàƒÂ  del futuro dell&#8217;hip hop nostrano. &#8220;Carnicats&#8221; àƒÂ¨ un disco fresco e vivace fatto di ottime produzioni che strizzano l&#8217;occhio alle migliori sonoritàƒÂ  neoclassicheggianti di fuoriclasse come Hi-Tek e J Dilla pur non disdegnando piacevoli divagazioni reggae. Gjat, Dek &#8220;Ill Ceesa&#8221; e G.I.Joe hanno stoffa da vendere e solo qualche ingenuitàƒÂ  dovuta alla loro giovane etàƒÂ : niente a cui il tempo non &#8230; <a href="http://www.reddarmy.com/carnicats-groove/" >&#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esordio ufficiale di questi ragazzi friulani sprizza potenzialitàƒÂ  da tutti i pori: rischiano di diventare una delle migliori realtàƒÂ  del futuro dell&#8217;hip hop nostrano. &#8220;Carnicats&#8221; àƒÂ¨ un disco fresco e vivace fatto di ottime produzioni che strizzano l&#8217;occhio alle migliori sonoritàƒÂ  neoclassicheggianti di fuoriclasse come Hi-Tek e J Dilla pur non disdegnando piacevoli divagazioni reggae. Gjat, Dek &#8220;Ill Ceesa&#8221; e G.I.Joe hanno stoffa da vendere e solo qualche ingenuitàƒÂ  dovuta alla loro giovane etàƒÂ : niente a cui il tempo non possa porre rimedio portandoli nell&#8217;eccellenza assoluta del rap italico, categoria da cui giàƒÂ  ora non sono affatto lontani, anzi. Decisamente impressionante la prova del producer Dee-J Deo e dei beatmaker ospiti che confezionano un sound di primissimo livello a cui giova anche l&#8217;apporto tecnico di un vero professionista del suono come Irko. Lavoro da avere e che rassicura non poco su quello che potrebbe essere il futuro dell&#8217;hip hop nello stivale.<br />
Michele Cavagna.
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		<title>Railster &#8211; Musicaoltranza (2009)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 14:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dicono di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Railster]]></category>

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		<description><![CDATA[Udine àƒÂ¨ la citta di provenienza di Andrea Uliana, nato nel 1983, inizia a comporre musica nel 1999, per i piàƒÂ¹ àƒÂ¨ conosciuto con il nome di Railster. Inizia a collaborare con Shef e Legame, nella Crew Empirici, il risultato àƒÂ¨ &#8220;RealtàƒÂ  Sotterranea&#8221;, registrato insieme a Tubet della ReddArmy Records. Si unisce Christian &#8220;Kappah&#8221; Pevere e viene alla luce &#8220;àƒË† Di Moda&#8221;, disco che porta la crew in finale al Pagella Rock, evento regionale dedicato ai gruppi emergenti e sul &#8230; <a href="http://www.reddarmy.com/railster-musicaoltranza-2009/" >&#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Udine àƒÂ¨ la citta di provenienza di Andrea Uliana, nato nel 1983, inizia a comporre musica nel 1999, per i piàƒÂ¹ àƒÂ¨ conosciuto con il nome di Railster.</p>
<p>Inizia a collaborare con Shef e Legame, nella Crew Empirici, il risultato àƒÂ¨ &#8220;RealtàƒÂ  Sotterranea&#8221;, registrato insieme a Tubet della ReddArmy Records. Si unisce Christian &#8220;Kappah&#8221; Pevere e viene alla luce &#8220;àƒË† Di Moda&#8221;, disco che porta la crew in finale al Pagella Rock, evento regionale dedicato ai gruppi emergenti e sul palco degli Amari ad aprirne un concerto.<br />
Chiusa la parentesi Empirici, Railster inizia a definire un proprio stile musicale; combina sonoritàƒÂ  dei nuovi territori dell&#8217; hip hop londinese con qualche tocco di glitch, per quello che saràƒÂ  il suo caratteristico sound, come per molti altri artisti, anche per Andrea, Myspace diventa un buon strumento per interagire con nuove persone, anche provenienti dall&#8217; estero, cosàƒÂ¬ nascono le prime collaborazioni d&#8217; oltreoceano e la partecipazione a numerosi festival e live che lo portano al GreenVolley, Lendar, HomePage, Bar Savio, Visionario, Navel, GrandRoyal, ElectroWave presso il Milk di Genova.</p>
<p>Ispirato da artisti come Flying Lotus, Mike Slott, Hudson Mohawke, Harmonic 313, Luigi Tenco, Roots Manuva, J Dilla, Mad Lib, LuckyMe Label, Justice, Mr. Oizo e Saul Williams, cresce musicalmente creando un modo particolare di comporre musica. Railster àƒÂ¨ tra la cerchia di artisti della ReddArmy Records, il 15 dicembre 2008, per questa etichetta indipendente esce à¢â‚¬Å“Patchwork Anthemsà¢â‚¬Â, il suo disco dà¢â‚¬â„¢esordio. Trenta minuti di buona musica brillante ed innovativa. Il disco vanta numerose collaborazioni, da Vigalante, Daddy Foxxxy, Concept, FR Luzzi, Silvia Di Natale e i compagni di etichetta Mole, ReddKaa e Carnicats. Il tutto in un disco che àƒÂ¨ reperibile gratuitamente sul sito della ReddArmy Records e sul suo personale Myspace.</p>
<p>Tenetelo d&#8217; occhio,</p>
<p>http://www.reddarmy.com/</p>
<p>http://www.myspace.com/railster.</p>
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		<title>Carnicats &#8211; Rockit (2009)</title>
		<link>http://www.reddarmy.com/carnicats-rockit-2009/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 14:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carnicats]]></category>

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		<description><![CDATA[Bello questo esordio della giovane crew Carnicats, che sta a significare i gatti della Carnia, la zona nord della provincia di Udine. E anche se làƒÂ¬ batte poco il sole, in questo disco c&#8217;àƒÂ¨ una luce raggiante che emerge al primo impatto. Si tratta, infatti, di dodici pezzi freschi di hip hop con qualche immissione felice di reggae, che si ascoltano con piacere. Un intro come biglietto da visita e poi a seguire tante tracce variegate. Si parte convincenti con &#8230; <a href="http://www.reddarmy.com/carnicats-rockit-2009/" >&#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bello questo esordio della giovane crew Carnicats, che sta a significare i gatti della Carnia, la zona nord della provincia di Udine. E anche se làƒÂ¬ batte poco il sole, in questo disco c&#8217;àƒÂ¨ una luce raggiante che emerge al primo impatto. Si tratta, infatti, di dodici pezzi freschi di hip hop con qualche immissione felice di reggae, che si ascoltano con piacere. Un intro come biglietto da visita e poi a seguire tante tracce variegate. Si parte convincenti con i battiti pulsanti di &#8220;Carnicats&#8221;, che termina, tanto per rimanere in tema, con le tenere fusa, frrr frrr&#8221;, dei gatti. E tra queste note entra davvero il sole. E anche l&#8217;allegria. E la melodia, che ci sta. Basta aspettare il pezzo successivo. Dalla finestra un raggio di sole dàƒÂ  nuova luce alle mie parole. Cerco le note che danno calore. Rime che non infiammano per originalitàƒÂ  ma che possono vantare costruzioni metriche ben incastrate con le basi ritmiche e testi diversi che toccano tematiche attuali (&#8220;Solo in Italia le ingiustizie sono scoperte dalle Iene&#8221; in &#8220;Potere alla parola&#8221;, condita delle osservazioni graffianti di Beppe Grillo). Storie difficili di vita (&#8220;Mai piàƒÂ¹ soli&#8221;). La marijuana (&#8220;Non pesto l&#8217;erba che cresce nel mio giardino, io rollo i fiori e li appizzo con l&#8217;accendino. Rollala, fumala, passala&#8221;), l&#8217;inequivocabile significato di &#8220;Rose nere&#8221; àƒÂ¨ associato ad interessanti linee strumentali di reggae che danno vita ad un sound da far invidia alle dancehall. PiàƒÂ¹ black e cattiva &#8220;La rivincita di Bruto&#8221;, nonostante la comicitàƒÂ  del testo: Bruto che riesce a fregare Braccio di Ferro strappandogli Olivia. E ancora il pezzo piàƒÂ¹ pop, &#8220;Lei&#8221;, il rap incisivo e le basi particolari di &#8220;Lacrime&#8221;, il beat slow ed intenso di &#8220;Accadde domani&#8221;; &#8220;Suneta&#8221; che valorizza il dialetto locale attraverso un ritmo coinvolgente e un motivo molto solare. Chiude vibrante la bonus track, &#8220;SaràƒÂ² LàƒÂ¬&#8221;. Lavoro ben fatto, guys.
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		<title>Railster &#8211; Il Friuli (2009)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 14:23:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tanto per parafrasare un grande giornalista musicale come Jon Landau, &#8220;ho visto il futuro dell&#8217;hip hop e il suo nome àƒÂ¨ Railster&#8221;. Ancora una volta, dopo Carnicats e Mole &#8211; per tacere del progetto &#8220;personale&#8221; Madrac (sulla via del 3à‚Â° album) &#8211; il produttore-creatore ReddKaa al secolo Fulvio Romanin ha visto giusto selezionando per la sua brillante label il giovane udinese Andrea Uliana al secolo Railster. Messa alle spalle l&#8217;esperienza rap negli Empirici, Railster dimostra di saper guardare avanti con &#8230; <a href="http://www.reddarmy.com/railster-il-friuli-2009/" >&#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per parafrasare un grande giornalista musicale come Jon Landau, &#8220;ho visto il futuro dell&#8217;hip hop e il suo nome àƒÂ¨ Railster&#8221;. Ancora una volta, dopo Carnicats e Mole &#8211; per tacere del progetto &#8220;personale&#8221; Madrac (sulla via del 3à‚Â° album) &#8211; il produttore-creatore ReddKaa al secolo Fulvio Romanin ha visto giusto selezionando per la sua brillante label il giovane udinese Andrea Uliana al secolo Railster. Messa alle spalle l&#8217;esperienza rap negli Empirici, Railster dimostra di saper guardare avanti con un suond elettronico nuovo senza essere modaiolo, dove la componente hip-hop àƒÂ¨ funzionale e non decorativa e i vari gusti black sono onnipresenti. E tra i vari &#8220;featuring&#8221; c&#8217;àƒÂ¨ anche il potenziale tormentone &#8220;Amarcord&#8221;: mica male per un esordio!
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		<title>Railster &#8211; Indie for bunnies</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 14:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Railster]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi do immediatamente una buona notizia, cari lettori, il disco di cui sto per parlarvi potete scaricarlo liberamente dal sito della label. E potete stare tranquilli perchàƒÂ© à¢â‚¬Å“Patchwork Anthemsà¢â‚¬Â merita. Là¢â‚¬â„¢esordio del produttore udineseà‚Â Railster, per quanto breve (trentadue minuti, poco piàƒÂ¹ di un ep), àƒÂ¨ una ventata dà¢â‚¬â„¢aria fresca nel panorama hip-hop della nostra penisola. PerchàƒÂ©? PerchàƒÂ© mostra una cura per i suoni che poche volte avevamo sentito in precedenza, una varietàƒÂ  stilistica gestita perfettamente e pure gli mc sono &#8230; <a href="http://www.reddarmy.com/railster-indie-for-bunnies/" >&#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi do immediatamente una buona notizia, cari lettori, il disco di cui sto per parlarvi potete scaricarlo liberamente dal sito della label.<br />
E potete stare tranquilli perchàƒÂ© à¢â‚¬Å“Patchwork Anthemsà¢â‚¬Â merita.<br />
Là¢â‚¬â„¢esordio del produttore udineseà‚Â Railster, per quanto breve (trentadue minuti, poco piàƒÂ¹ di un ep), àƒÂ¨ una ventata dà¢â‚¬â„¢aria fresca nel panorama hip-hop della nostra penisola. PerchàƒÂ©?<br />
PerchàƒÂ© mostra una cura per i suoni che poche volte avevamo sentito in precedenza, una varietàƒÂ  stilistica gestita perfettamente e pure gli mc sono scelti con cura.<br />
Railster si allontana dagli stereotipi, àƒÂ¨ capace di spaziare da sapori giamaicani a momenti electro di tutto rispetto: prendete à¢â‚¬Å“War &amp; Beefà¢â‚¬Â, altro non àƒÂ¨ che un fantastico electro-dark virato in salsa ragga che farebbe impazzireà‚Â Roots Manuvaà‚Â (tra là¢â‚¬â„¢altro uno degli mc del pezzo, il newyorcheseà‚Â Vigalante, ritorna in altre due tracce facendo sempre una gran bella figura). In altri punti il nostro giovane producer non esita a costruire beat narcotici e profondi, cinematici e trascinanti o a lanciarsi in interludi dal sapore avant. Poi cambia direzione e ci si ritrova tra le mani à¢â‚¬Å“SSNEà¢â‚¬Â, trip-hop dal retrogusto jazzato e sinuoso, con là¢â‚¬â„¢ottima interpretazione dià‚Â Silvia Natale, a metàƒÂ  traà‚Â Morcheebaà‚Â eà‚Â Colossus. Ma voglio pure spezzare una lancia per i pezzi cantati in italiano: non si lanciano mai nello stereotipo della vita difficile, del dio denaro, ma scherzano e non si prendono sul serio.<br />
à¢â‚¬Å“Ecco Cosaà¢â‚¬Â ad un primo ascolto potràƒÂ  sembrare banale e presuntuosa, ma prestando attenzione si scopriràƒÂ  che sopra quella base molto disco ià‚Â Carnicatsà‚Â rappano un delirio surreale tra modestia e presa per il culo. à¢â‚¬Å“Amarcordà¢â‚¬Â invece àƒÂ¨ uno spettacolo di grasso funk, perfetto per perdersi nel tenero e onirico ricordo di estati passate; ecco se fossimo in un mondo, non dico perfetto, ma intelligente e di buon gusto questo sarebbe il singolo perfetto per tormentarci radiofonicamente qualche mese.<br />
Si distacca dal tono scanzonato di queste tracce invece à¢â‚¬Å“Music Slavesà¢â‚¬Â posta in chiusura dellà¢â‚¬â„¢album, nella qualeà‚Â Railsterà‚Â offre un tappeto minimale e molto soul, ma soul passato attraverso strati e strati di riverberi e quindi distante, psichedelico, fantascientifico, per il flow sicuro e disincantato del bravissimoà‚Â Mole.<br />
Ora, che state aspettando?! Non siete ancora corsi a scaricarlo?!
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