Carnicats – Messaggero Veneto (2007)...

Carnicats, canta il potere della parola. Esce il primo album del giovanissimo quartetto hip hop di casa nostra

UDINE. Da quelle montagne scende un nuovo fiume di parole e di ritmi, una vera piena di giovinezza e di consapevolezza, di amore verso le proprie radici ma anche verso le proprie passioni artisti che che vengono da lontano, da oltre oceano. Carnicats àƒÂ¨ il nome del fiume, la parola magica di un’altra feconda primavera creativa che fiorisce in Carnia. Chi frequenta la vivace scena hip hop nostrana sa che parliamo di quattro intelligenze sfaccettate, diverse tra di loro ma che si completano a vicenda in scena, e non soltanto sul palco. Chi non li conosce, invece, adesso puàƒÂ² ascoltarli nel loro primo freschissimo disco, in uscita domani per l’etichetta Redd Army di Fulvio “Mestri” Romanin, riconosciuto e amato hip-hop-guru nostrano. Carnicats esce con diverse particolaritàƒÂ . Innanzi tutto ai loro concerti si potràƒÂ  trovare un altro album, un interessante e vulcanico mixtape (19 tracce piàƒÂ¹ un video) in cui i Magnifici 4 agiscono assieme al meglio della scena hip hop regionale, con cover e alcuni pezzi in parte rifatti e tutti registrati dal vivo. Seconda particolaritàƒÂ : il disco àƒÂ¨ in italiano. PerchàƒÂ©? PerchàƒÂ© attraverso l’hip hop à¢â‚¬” mezzo e non fine à¢â‚¬” i frutats vogliono portare ovunque la voce e il volto di questa terra, vogliono raccontare i disagi di una periferia (perchàƒÂ© in ogni
periferia del mondo c’àƒÂ¨ una sofferenza), di una generazione, di un’epoca. Doro Gjat, Dek ill Ceesa, G.I. Joe e Dee-J Deo raccontano un mondo con onestàƒÂ  e amore, non vogliono insegnare nàƒÂ© tracciare strade, non fanno politica, non sono militanti, ma… osservanti. Credono nel potere della parola e dicono chiaro e tondo che due sono i problemi
della Carnia: la poca informazione (attiva e passiva) e l’indecisione. à‚«Informatevi su quanto vi accade intorno e poi decidete: come volete, ma decidete, per voi e per la vostra terraà‚» dicono a quattro voci. E di essere figli della Carnia sono quanto mai orgogliosi, visto che nel classico intro dell’album cantano à¢â‚¬” per i giovani di qui e del mondo à¢â‚¬” Welcome to Cjargna,a ribadire le radici inestirpabili, il Dna che vive anche nel loro hip hop che viene da lontano, ma
che sgorga da vicino, dal cuore. Dodici le tracce (piàƒÂ¹ una ghost). Dopo l’intro, l’autoritratto à¢â‚¬Å“Carnicatsà¢â‚¬Â, gatti orgogliosi che sanno difendersi e amare. E poi à¢â‚¬Å“Soleà¢â‚¬Â, il singolo che giàƒÂ  gira, un canto di speranza (ospite il veneziano Giallo). à¢â‚¬Å“Rose nereà¢â‚¬Â àƒÂ¨ omaggio al reggae classico, à¢â‚¬Å“La rivincita di Brutoà¢â‚¬Â àƒÂ¨ il tentativo donchisciottesco di riscrivere un finale scritto da sempre, mente à¢â‚¬Å“Potere alla parolaà¢â‚¬Â racchiude un po’ il loro credo e le loro piàƒÂ¹ profonde
convinzioni di testimoni-comunicatori che parlano e non chiacchierano: messaggio d’impegno per i giovani. à¢â‚¬Å“Leià¢â‚¬Â àƒÂ¨ il lato tenero dei M4, canzone d’amore virata verso il soul con superospite il genovese Souldavid. à¢â‚¬Å“Lacrimeà¢â‚¬Â àƒÂ¨ una superdedica agli hip-hoppers di ogni latitudine, mentre à¢â‚¬Å“Accadde domanià¢â‚¬Â àƒÂ¨ la sorella à¢â‚¬Å“maggioreà¢â‚¬Â di à¢â‚¬Å“Potere alla parolaà¢â‚¬Â. à¢â‚¬Å“Sunetaà¢â‚¬Â àƒÂ¨ una divertente canzonaccia friulana che prosegue i percorsi giàƒÂ  tracciati dal primo album di Dek à¢â‚¬Å“ill Ceesaà¢â‚¬Â. à¢â‚¬Å“Mai piàƒÂ¹ solià¢â‚¬Â (con Mole, da tenere d’occhio nel 2008) àƒÂ¨ story-telling puro tra quotidianitàƒÂ  e fame di futuro. Infine c’àƒÂ¨ à¢â‚¬Å“SaràƒÂ² làƒÂ¬à¢â‚¬Â, canzone d’appartenza e d’amore per la Carnia.



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